Archivio per Novembre, 2007

La Federal Reserve fa volare le Borse

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Adesso sono tutti sicuri. Via i dubbi, cancellate le ansie, rimosse le paure: nelle Borse si torna a comprare. Perché ormai è certo, la Federal Reserve, l’11 dicembre, taglierà ancora i tassi. C’è un’economia sempre più zoppicante da sorreggere, via via debilitata dal virus subprime, dalla crisi del credito e dall’incendio dei prezzi petroliferi. Ben Bernanke non potrà far altro che alleggerire il costo del denaro, dicono i mercati, dove ieri un rapido passa-parola ha contagiato tanto gli investitori europei, quanto quelli statunitensi.
I listini del Vecchio continente hanno così indossato i vestiti dell’euforia: dopo tanto
dimagrire, la capitalizzazione ha riacquistato d’un colpo 231 miliardi di euro, grazie a progressi superiori al 2% ovunque (più 2,72% Londra, la migliore, mentre Milano ha guadagnato il 2,06%). Un coro rialzista come non si sentiva da quattro anni e mezzo. Perfino i titoli bancari – i più bastonati dalle vendite negli ultimi tempi – hanno potuto respirare. E Wall Street, già ben intonata da martedì grazie all’accordo raggiunto su Citigroup, ha continuato a correre fino alla fine della seduta (più 2,55 il Dow Jones, più 3,18 il Nasdaq).
Non poteva andare diversamente. Non dopo l’intervento con cui il numero due della Fed, Donald Khon, ha spiegato come un ulteriore periodo di
turbolenza dei mercati finanziari potrebbe portare a un restringimento delle condizioni finanziarie per famiglie e imprese, con conseguenze negative per la crescita. Per il vice di Ben Bernanke, questo scenario richiede «una politica flessibile e pragmatica» da parte della banca centrale Usa. Una frase inequivocabile per i mercati, da interpretare unicamente come un invito a procedere a un’ulteriore riduzione dei tassi.
Se conferma ci doveva essere, questa è arrivata qualche ora più tardi con la diffusione del Beige Book, il documento con cui ogni sei settimane l’istituto di Washington «fotografa» la situazione congiunturale. Ebbene, la Fed mette nero su bianco le condizioni di un’economia che «cresce a passo ridotto». Già si sapeva. Non a caso, la scorsa settimana, la banca ha rivisto al ribasso le stime di espansione 2008. C’è però una nota d’allarme inedita: è la «maggiore prudenza da parte dei consumatori», dai quali dipendono i due terzi circa del Pil. Una sottolineatura particolarmente avvertita con l’avvio del periodo natalizio. «I rapporti sulla spesa retail puntano in generale verso il basso – si legge nel Beige Book -. La maggior parte dei dettaglianti ha reso noto di prevedere una stagione di shopping natalizio debole, con piccoli guadagni».

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Piazza Affari chiude positiva

Operatori di Borsa

Operatori di Borsa

Piazza degli Affari conclude una seduta particolarmente nervosa con gli indici in leggero progresso: Mibtel (+0,24%) e SPMib (+0,29%).

Gli scambi non hanno espresso un orientamento preciso, e in molti casi si sono limitati a correggere gli eccessi di ieri. Tra i bancari, le Unicredit sono quasi invariate mentre Montepaschi e Intesa Sanpaolo segnano discreti progressi.

Correzioni al ribasso per le Mediobanca e per le Popolare di Milano, salite queste ultime su voci di una possibile partnership con il Credit Mutuel. Tra gli assicurativi, ancora al rialzo le Unipol (+1,4%) in attesa del dividendo straordinario.

Tra i titoli dell’energia, bene le Eni (+1,5%) mentre il resto dei titoli oil cede oggi un po’di quanto guadagnato ieri. Da notare lo scivolone delle Edison (-4%) nel giorno della presentazione del nuovo piano industriale. Bene le Enel che salgono di mezzo punto in attesa di un annuncio ufficiale a proposito dell’accordo con EdF.

Tra i telefonici, giù le Telecom (-1%) mentre il Gruppo si trova senza vertice, in attesa dell’insediamento ufficiale di Galateri e Bernabè.

Giù le Fiat di quasi un punto, mentre rimbalzano le Mondadori (+3,5%) e le RCS (+2,4%).

In Europa
Francoforte chiude a +0,38% mentre Parigi +0,27% meglio Londra che chiude a + 0,68% a 6.349 punti.

Euro
I mercati scommettono su un prossimo taglio dei tassi Usa contro i rischi di recessione e il dollaro ci guadagna. L’euro chiude sotto quota 1,48 dollari a 1,4771, dopo aver toccato un minimo di giornata a 1,4721.

Petrolio
Il prezzo del petrolio rimbalza sopra i 92 dollari al barile. A New York il Light crude avanza di 1,96 dollari a 92,58 dollari, dopo aver toccato un massimo di giornata a 95,17 dollari, in
riazlo di oltre 4 dollari. Il rimbalzo è legato al blocco di circa un quinto delle importazioni Usa, provocato da un incendio in un terminale del Minnesota.

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“Così morì mio figlio Federico”

FERRARA (29 NOV. 2007) – E’ stata Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, il ragazzo morto a Ferrara il 25 settembre del 2005 durante un arresto della polizia, la protagonista del processo che vede imputati quattro agenti per eccesso colposo. La donna, che con un blog ha fatto riaprire l’ inchiesta, ha ripercorso le tappe della vicenda, davanti al giudice Francesco Maria Caruso ha risposto per due ore e mezzo, spesso trattenendo a stento le lacrime, alle domande del pm Nicola Proto e degli avvocati della difesa. Il processo si svolge fra tensioni e difficoltà, per le polemiche che lo hanno preceduto. Una di queste tensioni è emersa questa mattina e riguarda il rapporto e i colloqui che la madre ha avuto con un ispettore di polizia in servizio alla Digos di Ferrara, amico di famiglia, che è stato vicino ai familiari fin dalla mattina in cui è morto Federico. Fu lui ad avvertire madre e padre della tragedia, a compiere la perquisizione in casa, in cerca di droga (senza trovarne), e fu sempre lui a consigliare i genitori a rivolgersi ad un avvocato per capire cosa fosse successo a Federico. “Poi, l’ispettore mi disse tempo dopo – ha spiegato la madre di Federico – che voleva parlarmi e riferirmi di fatti che conosceva. Ma non si sentiva sicuro e che mi avrebbe riferito tutto solo quando lo fosse stato, perché in quel momento non si parlava ancora di processo”. Patrizia Moretti ha parlato anche di un colloquio avuto con Elio Graziano, precedente questore. “Per la questura si trattava di un malore per droga. Ci chiese se fossimo stati noi a dare notizie alla stampa sul fatto che Federico fosse sfigurato. Disse che anche i suoi agenti erano rimasti feriti e che comunque non avrebbero fatto nessun’azione per danni per le lesioni subite contro la nostra famiglia”.

“Sono periodi difficili da ricordare in tutti i dettagli tecnici”, ha spiegato mamma Patrizia in diversi momenti della sua testimonianza, in cui ha ripercorso la tragedia del figlio dal momento della notizia della sua morte alle notizie ‘pilotate’ sulla stampa nei primi giorni, che dicevano fosse stato un malore legato alla droga ad uccidere Federico, alla ricerca di testimoni che abitano nella zona. Ripercorrendo questa circostanza, la mamma ricordava una donna camerunense ascoltata in incidente probatorio, teste chiave dell’accusa che riferì di aver sentito che Federico diceva agli agenti che non respirava. E’ in questa situazione che Patrizia si è fermata trattenendo a stento le lacrime, davanti alle telecamere fisse del programma di Rai Tre, ‘Un giorno in pretura’, che riprenderà tutto il processo. I difensori hanno criticato l’accusa, in quanto, come ha sottolineato l’avvocato Alessandro Pellegrini, “le difese non erano a conoscenza di questi atti”. Alla pausa del processo in tarda mattinata, il pm Proto ha fatto acquisire il verbale ribadendo la “massima trasparenza processuale” tenuta finora, visto che è stato lui a gestire la seconda fase dell’inchiesta, dopo che il precedente pm, Mariaemanuela Guerra, si era astenuta per motivi di incompatibilità. Il testimone successivo è stato il padre del giovane, ispettore della polizia municipale di Argenta, Lino Aldrovandi, mentre nel pomeriggio vengono ascoltati gli amici con cui Federico trascorse l’ultima serata di vita.

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