Archivio per figlio

Volley: A/1, Cuneo vince a Modena

(ANSA) – ROMA, 26 DIC – Vittoria esterna per la Banca Lanutti Cuneo che ha superato 3-2 Cimone Modena in una gara della 12/a giornata della serie A/1 di pallavolo. Gli altri risultati: Andreoli Latina-Prisma Taranto 3-0 giocata il 20/12; Sisley Treviso-Itas Diatec Trentino 3-1; RPA LuigiBacchi.It Perugia-Sparkling Milano 3-1, giocata il 19/12; Acqua Paradiso Gabeca Montichiari-Antonveneta Padova 3-2 giocata il 19/12; Copra Nordmeccanica Piacenza-

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“Così morì mio figlio Federico”

FERRARA (29 NOV. 2007) – E’ stata Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, il ragazzo morto a Ferrara il 25 settembre del 2005 durante un arresto della polizia, la protagonista del processo che vede imputati quattro agenti per eccesso colposo. La donna, che con un blog ha fatto riaprire l’ inchiesta, ha ripercorso le tappe della vicenda, davanti al giudice Francesco Maria Caruso ha risposto per due ore e mezzo, spesso trattenendo a stento le lacrime, alle domande del pm Nicola Proto e degli avvocati della difesa. Il processo si svolge fra tensioni e difficoltà, per le polemiche che lo hanno preceduto. Una di queste tensioni è emersa questa mattina e riguarda il rapporto e i colloqui che la madre ha avuto con un ispettore di polizia in servizio alla Digos di Ferrara, amico di famiglia, che è stato vicino ai familiari fin dalla mattina in cui è morto Federico. Fu lui ad avvertire madre e padre della tragedia, a compiere la perquisizione in casa, in cerca di droga (senza trovarne), e fu sempre lui a consigliare i genitori a rivolgersi ad un avvocato per capire cosa fosse successo a Federico. “Poi, l’ispettore mi disse tempo dopo – ha spiegato la madre di Federico – che voleva parlarmi e riferirmi di fatti che conosceva. Ma non si sentiva sicuro e che mi avrebbe riferito tutto solo quando lo fosse stato, perché in quel momento non si parlava ancora di processo”. Patrizia Moretti ha parlato anche di un colloquio avuto con Elio Graziano, precedente questore. “Per la questura si trattava di un malore per droga. Ci chiese se fossimo stati noi a dare notizie alla stampa sul fatto che Federico fosse sfigurato. Disse che anche i suoi agenti erano rimasti feriti e che comunque non avrebbero fatto nessun’azione per danni per le lesioni subite contro la nostra famiglia”.

“Sono periodi difficili da ricordare in tutti i dettagli tecnici”, ha spiegato mamma Patrizia in diversi momenti della sua testimonianza, in cui ha ripercorso la tragedia del figlio dal momento della notizia della sua morte alle notizie ‘pilotate’ sulla stampa nei primi giorni, che dicevano fosse stato un malore legato alla droga ad uccidere Federico, alla ricerca di testimoni che abitano nella zona. Ripercorrendo questa circostanza, la mamma ricordava una donna camerunense ascoltata in incidente probatorio, teste chiave dell’accusa che riferì di aver sentito che Federico diceva agli agenti che non respirava. E’ in questa situazione che Patrizia si è fermata trattenendo a stento le lacrime, davanti alle telecamere fisse del programma di Rai Tre, ‘Un giorno in pretura’, che riprenderà tutto il processo. I difensori hanno criticato l’accusa, in quanto, come ha sottolineato l’avvocato Alessandro Pellegrini, “le difese non erano a conoscenza di questi atti”. Alla pausa del processo in tarda mattinata, il pm Proto ha fatto acquisire il verbale ribadendo la “massima trasparenza processuale” tenuta finora, visto che è stato lui a gestire la seconda fase dell’inchiesta, dopo che il precedente pm, Mariaemanuela Guerra, si era astenuta per motivi di incompatibilità. Il testimone successivo è stato il padre del giovane, ispettore della polizia municipale di Argenta, Lino Aldrovandi, mentre nel pomeriggio vengono ascoltati gli amici con cui Federico trascorse l’ultima serata di vita.

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